I Volumi

Momiano in Cartolina

Momiano in cartolina nasce da un’idea e da uno spunto di Nicola Gregoretti, cui si deve anche la concessione della gran parte delle immagini pubblicate nel libro.

Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di un sintetico catalogo che raccogliesse, per la prima volta in un’unica pubblicazione, la quasi totalità delle cartoline note aventi a tema Momiano o il suo castello. Molte di esse sono state riprodotte o utilizzate in varie occasioni, nel passato, sui periodici delle Famiglie di esuli e su Ricordando Momiano, per anni curato dai compianti Enea Marin e Felice Gottardis, ma mai sono comparse in un unico corpus organico e tematico.

La prima sezione del volume segue, appunto, quest’idea e presenta la collezione Gregoretti di cartoline “momianesi” (un esemplare per tipo) passandole in rassegna in un ordine topologico a partire dal castello – simbolo forte che, da sempre, penetra nel cuore e nell’animo di ogni generazione di momianesi quale perenne ricordo interiore della loro piccola patria – per poi passare alle strade dell’abitato (Villa de Sora e Villa de Soto) e quindi alle vedute panoramiche.

Nel corso della realizzazione del volume, si è pensato di ampliare il numero delle pagine presentando al pubblico una serie di scatti fotografici d’epoca, spesso di non immediata datazione, appartenenti alla collezione Gregoretti, tutti esaltanti il rapporto simbiotico tra il paese di Momiano e la rovine della sua bella fortezza.

Le immagini scelte per questa seconda sezione, presentano scorci e prospettive inusuali che focalizzano l’attenzione del lettore su particolari architettonici interessanti e peculiari che spesso passano inosservati e che oggi, anche a causa della progressiva azione del tempo e degli agenti atmosferici che stanno inesorabilmente erodendo le vecchie mura, sono difficilmente osservabili.

Va data menzione dell’immagine di pag.69 che ritrae la Contessa Mercedes Rota all’interno dell’ormai non più esistente Casa Rota, come noto distrutta dagli attivisti titini dopo la seconda guerra mondiale. Si tratta dell’unica immagine scattata in interno che sia pubblicata in questo volume. La scelta non è né personalistica né casuale: sulla parete di fondo è ben visibile una foto incorniciata delle rovine del castello. Il particolare non è irrilevante, poiché a sessant’anni dalla fine della guerra, tutti i momianesi di ogni età e in ogni dove hanno a casa loro almeno un quadro o una foto del castello, muto testimone dell’incedere dei tempi e della storia, eterno segno identificativo della borgata e delle sue glorie di un tempo.

Vi è, infine, un’ultima sezione pubblicata per gentile concessione della Signora Giuseppina Sfecci Biloslavo: si tratta della riproduzione dei ritratti d’apertura dell’album fotografico del Club “Amici del Castello di Momiano”, fondato, tra gli altri, dal compianto Dante Biloslavo nel 1959. A cinquant’anni dalla sua costituzione, molti degli esuli momianesi ritratti in quelle prime pagine del vecchio album sono ormai scomparsi, portando con sé le proprie storie, il vissuto ed propri ricordi, in qualche maniera scomparendo assieme alla Momiano che fu.

Ecco, quindi, che l’insieme apparentemente eterogeneo di immagini pubblicate in questo volume edito dal Circolo - Famiglia Momianese aderente all’Unione degli Istriani – la collezione Gregoretti di cartoline, il fondo Gregoretti di immagini d’epoca del castello e di Casa Rota e l’album degli “Amici del Castello di Momiano – è in realtà espressione decadente di un mondo che va scomparendo assieme ai suoi ultimi protagonisti, annichilito da un genocidio silente che ne ha cancellato dimensioni e proporzioni, usi e tradizioni, parlate e dialetti.

Momiano in cartolina è un tributo ai nostri padri ed ai nostri nonni, che crebbero, faticarono, soffrirono e patirono le pene dell’esilio, venendo anche rapinati delle loro case e dei loro beni, sempre e comunque ricordando ed amando le vecchie pietre del loro borgo e delle rovine dell’antica fortezza. E’ il ricordo indelebile di quella ingiustizia mai sanata che costrinse un popolo ad abbandonare la propria terra, privandolo con inaudita violenza delle case, delle terre e degli affetti più cari, e lo condannò a mai più ritornare, se non da turista, straniero in terra straniera.

 

Enrico Neami



Enrico Neami, 2009. Momiano in Cartolina. Famiglia Momianese, pp. 86.

Giovanni Vesnaver, uno studioso istriano


Il volume contiene la riproduzione anastatica di:

Notizie storiche del Castello di Portole (1884)

Usi, costumi e credenze del popolo di Portole (1900)

Spogli dell'archivio episcopale di Cittanova d'Istria (1886)

Grisignana d'Istria. Notizie storiche (1887)

Per nozze. Spinotti-Morteani (1887)

Spogli dal protocollo del Governo Provvisorio dell'Istria (1888)

Nozze Drassich-Crevato (1892)

Nozze Vidali-Vatova (1896)

I privilegi della Chiesa di Grisignana (1902)

Calendario agricolo (1866)


Piero Del Bello, Silvio Facchini, 2009. Giovanni Vesnaver. Uno studioso istriano. Edizioni Italo Svevo, pp. 223.

Il mio tailleur rosso dai bottoni di bambù




È un dono di Dio o una tortura per avvelenarci la vita? Uno strumento per trarre insegnamento dalle esperienze vissute o per far sorgere in noi ansie, tormenti, rimpianti?

Che cos’è, dunque, la memoria? Il mondo di oggi sembra volerla rimuovere; è ciò che fanno molti politici i quali desiderano che scenda l’oblìo sulle loro promesse non mantenute e, in molti casi, anche occultare le vecchie colpe e responsabilità. Insomma la propensione più diffusa è per una memoria mortificata, nebulosa, falsificata, o per nessuna memoria.

Meglio, molto meglio precipitarsi in braccio al futuro, senza voltarsi indietro.

Di diverso avviso è l’Autrice che si confessa addirittura involontario bersaglio di ricordi, alcuni dolorosi, in quanto associati al suo dramma familiare che qui viene ripercorso anche da punti di vista inediti, altri spensierati o giocosi. In ogni caso questi lampi di memoria costituiscono l’occasione per portare il discorso su temi di attualità, quasi sempre collegati al mondo tormentato dell’Esodo istriano.

Ne Il mio tailleur rosso dai bottoni di bambù, il percorso memoriale dell’Autrice spazia dunque in una notevole molteplicità tematica che si intreccia con le divagazioni più disparate e pensieri in libertà. Cercando ogni tanto con lo sguardo smarrito la giovinetta di un tempo afflitta da angosce esistenziali, ma anche rivendicando il diritto di esprimere a voce alta le proprie idee e di manifestare dissenso verso quelle che non condivide.

Ne risulta un’opera piacevole ed impegnata.

Dedicata a chi pensa che solo attraverso la conoscenza approfondita e veridica del nostro passato si possa costruire un futuro migliore.


Annamaria Muiesan Gaspàri, 2010. Il mio tailleur rosso dai bottoni di bambù. Unione degli Istriani, Trieste, pp.197



La Jugoslavia contro l'Italia

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Dall'introduzione:

A oltre settantacinque anni dall’ultima edizione torna in libreria “La Jugoslavia contro l’Italia”, la più famosa opera dell’insigne direttore de Il Giornale d’Italia, Virginio Gayda. Il volume, ristampa anastatica dell’edizione pubblicata nel 1933, ritorna disponibile in occasione del 90° anniversario dell’istituzione dell’Ufficio Centrale per le nuove Province e costituisce tutt’oggi un’opera unica, di grande valore storiografico nella quale viene denunciata attraverso circostanziate cronache e riporti di testimonianze, l’intensa ed organizzata azione jugoslava contro l’Italia a partire dai primi mesi del 1920.

Il saggio di Gayda offre una meticolosa, documentata e quindi approfondita analisi delle attività terroristiche della moltitudine di organizzazioni segrete istituite con ’esasperante, fondamentale scopo di raggiungere, ad ogni costo ed a qualsiasi prezzo, il completamento
dell’unitarietà nazionale degli slavi del sud.

[...]

L’Unione degli Istriani - Libera Provincia dell’Istria in Esilio negli ultimi anni si è impegnata assiduamente nella valorizzazione
delle fonti primarie essenziali a beneficio di tutti gli studiosi e gli appassionati che desiderano approfondire la loro conoscenza ed interpretare correttamente su basi documentate gli avvenimenti (e le relative conseguenze) nella Venezia Giulia che precedettero l’avvento del Fascismo.

La riedizione de “La Jugoslavia contro l’Italia”, realizzata in fedelissima e accattivante versione sullo stimolo di Mario Fonda, costituisce un ulteriore tassello a quella necessaria ricomposizione, cioè riscrittura, di quella Storia che il Novecento ha impedito di fissare secondo quei criteri capaci di produrre risultati concreti verso la strada dell’auspicata pacificazione fra i popoli.

[...]


Virginio Gayda, 2009. La Jugoslavia contro l'Italia: documenti e rivelazioni. Copia anastatica, Unione degli Istriani, Trieste, pp. 138.