Attività Istituzionali

Commemorazione dei Caduti della Grande Guerra sul fronte Alpino

Pubblichiamo alcune istantanee della cerimonia commemorativa dei Caduti della Grande Guerra sul fronte Alpino tenutasi a Mauthen (Carinzia), lo scorso 6 settembre.

La cerimonia, accompagnata dalle note del complesso bandistico Refolo, è stata promossa dall'Unione degli Istriani e dal Kärntner Abwehrkämpferbund ed ha visto la partecipazione di decine di persone giunte da Trieste e dalla Carinzia.

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Conferito il Vessillo della Libera Provincia dell'Istria al comm. Mario Eichta

Ha avuto luogo lo scorso 10 luglio presso Palazzo Tonello in Trieste, nel corso di una partecipata cerimonia, l'assegnazione del Vessillo della Libera Provincia dell'Istria al comm. Mario Eichta, pioniere degli incontri della pace tra Italia ed Austria.

Nell’occasione del centenario dell’entrata dell’Italia nella Grande Guerra, la presidenza dell’Unione ha inteso assegnare all’illustre alpino e ricercatore, già insignito delle massime onorificenze della Repubblica Italiana e da quella d’Austria ed Ungheria, il prestigioso riconoscimento.

“Un modo più che adeguato per riconoscere i grandi meriti di Mario Eichta” sostiene convinto il Presidente Massimiliano Lacota “il quale si è impegnato fin dagli anni Settanta per individuare, segnalare e rendere fruibili i numerosi luoghi di detenzione delle popolazioni civili evacuate durante il conflitto, come nel caso dell’ex campo di Wagna, nella Stiria, nei pressi del quale venne eretto un monumento in ricordo delle migliaia tra istriani, monfalconesi, ronchesi – moltissimi  anche sloveni  - colà deportati ed internati. Merita la gratitudine di tutti per la sua straordinaria opera ed il successo delle sue innumerevoli iniziative”.

Molto noto nell’ambito delle associazioni combattentistiche e d’arma e negli ambienti militari italiani ed austriaci di primo piano, Mario Eichta è nato a Merano nel 1941 da genitori trentini.

E’ stata proprio la sorte subita dal padre Luigi - sospettato durante la Grande Guerra di avere simpatie per il Regno d’Italia e nel contempo di tramare con la sua Associazione di lavoratori cattolici trentini, quindi di lingua italiana, contro l’Impero, venne accusato ingiustamente di spionaggio, arrestato il 26 maggio del 1915 e poi destinato nelle baracche del Campo di Internamento di Katzenau, attuale sobborgo di Linz, ed in seguito mandato al confino ad Hollabrunn, a nord di Vienna – a far nascere in lui fin dagli anni Settanta la passione per il ricordo delle vittime e dei perseguitati civili.

Uno dei meriti più grandi è quello di aver ideato ed istituito nel 1993, con l’allora sostegno dei Ministri degli Esteri italiano Emilio Colombo ed austriaco Alois Mock, gli annuali Incontri Internazionali Italo-Austriaci della Pace che da allora si svolgono ogni anno in Italia ed in Austria. L’ultimo, lo scorso 23 maggio 2015, ha avuto luogo a Genova, con la presenza del Governo italiano e delle massime autorità.

Al conferimento del Vessillo erano presenti per il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca il Direttore Generale dott.ssa Caterina Spezzano, per la Provincia di Trieste il Vice Presidente, Igor Dolenc, per il Comune di Trieste l'assessore Laura Famulari e la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, la quale ha dichiarato che la Regione è pronta a sostenere il progetto di un raduno di tutte le rappresentanze degli ex Combattenti del Primo Conflitto Mondiale da tenersi a Trieste nel 1918, per celebrare la fine del conflitto.

Era altresì presente il Vice Presidente del Kärtner Abwehrkämpferbund, Ferdinand Pramendorfer.

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Commemorazione dei Caduti della Grande Guerra sul Monte San Michele: le foto

 Partecipata cerimonia domenica scorsa sul Monte San Michele in ricordo dei soldati italiani ed austro-ungarici caduti sul fronte dell’Isonzo nella Grande Guerra 

Caratterizzata nonostante il caldo da una ampia partecipazione di pubblico (oltre duecento i partecipanti provenienti da Trieste, Gorizia, Udine e dall’Austria), si è svolta domenica 28 giugno 2015 sulla “cima 3” dell’area sacra monumentale del Monte San Michele, a partire dalle ore 10.30, la cerimonia organizzata dall’Unione degli Istriani in memoria dei soldati italiani ed austro-ungarici caduti durante la Grande Guerra sul difficile, tragico fronte dell’Isonzo. 

Dopo il concerto della banda Refolo di Trieste sul piazzale del Museo ai piedi della vetta, le delegazioni dei Comuni e delle Famiglie istriane in esilio aderenti all’Unione degli Istriani con i propri labari e vessilli congiuntamente alle insegne delle associazioni combattentistiche e d’arma, del medagliere dell’istituto del Nastro Azzurro e delle numerose bandiere della federazione carinziana dei combattenti Kärntner Abwehrkämpferbund hanno raggiunto lo schieramento sul luogo della commemorazione, accanto ai monumenti che ricordano i caduti di tutte le nazionalità. 

Eseguiti gli inni e deposte le corone in maniera solenne, don Giovanni Sponton, parroco di Sagrado, ha recitato una preghiera in suffragio di tutte le vittime della Grande Guerra, ringraziando gli organizzatori per la scelta del sito; poi gli interventi istituzionali, a cominciare dall’assessore alla cultura del Comune di Sagrado Simonetta Visintin, cui ha fatto seguito quello del consigliere regionale Diego Moretti che ha portato i saluti del Presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop e della Presidente della Giunta Regionale Debora Serracchiani

Hanno concluso la cerimonia gli interventi centrali del Presidente della federazione carinziana dei Combattenti, Fritz Schretter, e del presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota che ha rimarcato più volte l’importanza di ricordare ed il dovere di farlo, anche se sono trascorsi esattamente cento anni da quel difficile ed incerto periodo. Lacota nella sua prolusione ha altresì rievocato l’episodio verificatosi all’alba del 29 giugno 1916 quando proprio sulle pendici del San Michele da alcune migliaia di bombole i reparti austro-ungarici assediati dai militari italiani avevano fatto uscire i gas asfissianti letali composti da fosgene e cloro – per la prima volta usati sul cosiddetto “fronte italiano” – causando alcune migliaia di morti a causa dell’impreparazione dei soldati nemici al tipo di armi chimiche, allora non contemplate nelle leggi di guerra convenzionali. 

UNIONE DEGLI ISTRIANI

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70° Anniversario della Liberazione di Trieste: le foto

 Ricorreva il 12 giugno il 70esimo anniversario della fine dell'occupazione titina del capoluogo giuliano, e con essa di uno dei periodi più bui della storia cittadina. L'Unione degli Istriani ed il Comune di Trieste, assieme alla Lega Nazionale, hanno commemorato l'importante data con lo scoprimento di un monumento nel Parco della Rimembranza e la deposizione di corone in altri luoghi simbolo.

Si è svolta il 12 giugno la cerimonia organizzata dall’Unione degli Istriani e dal Comune di Trieste per commemorare il 70° anniversario della fine dell’occupazione jugoslava di Trieste (1 maggio - 12 giugno 1945). 

Alla presenza del Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, della Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, del Presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop e di altre autorità civili, militari e religiose, la cerimonia ha vuto apice nella scopertura di una targa in ricordo della fine dell'occupazione jugoslava presso il Parco della Rimembranza.

In precedenza, assieme alla Lega nazionale e con la partecipazione delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, si sono tenuti dei momenti commemorativi presso la Scuola Allievi Agenti di P.S. di San Giovanni e presso il famedio della Questura di Trieste ove sono stati resi gli onori ai civili e ai poliziotti infoibati e scomparsi nel maggio di 70 anni fa. 

Nel suo intervento presso il nuovo monumento sul Colle di san Giusto il presidente dell'Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, ha voluto ringraziare in particolare il Sindaco Cosolini e tutto il Consiglio Comunale per  aver promosso e portato a compimento la realizzazione dell'opera auspicando che per il 2017 si possa pervenire, di concerto con la Provincia di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia, ad elevare la data del 12 giugno a solennità civica.

Il Sindaco Roberto Cosolini ha voluto - dal canto suo - sgombrare il campo dalle polemiche che da ambi gli estremi della compagnie politica si erano levate in merito all'opportunità dell'opera che è stata realizzata, sottolineando come la data del 12 giugno riveste un innegabile valore simbolico per la Città di Trieste, in quanto in tale data furono restituiti ad essa i valori fondanti dell'Italia post bellica, ovvero libertà e democrazia, che non erano certo fondanti nell'occupazione volta alla realizzazione del disegno annessionistico jugoslavo.

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Premio Histria Terra 2015: le foto

Si è svolta nel pomerigio di venerdì 20 febbraio, nella Sala Maggiore di Palazzo Tonello, la cerimonia di conferimento del Premio Histria Terra 2015, il premio che l'Unione degli Istriani conferisce dal 2008 a personalità di spicco del mondo dell'esodo distintesi per meriti culturali, artistici o sociali. L'edizione di quest'anno ha visto premiato il professor Giuseppe de Vergottini "per il grande contributo fornito alla causa istriana attraverso una costante attività di ricerche e di studi di alto livello, dedicati alla rivendicazione dei diritti negati agli Esuli giuliano-dalmati". Il premio, giunto alla ottava edizione, era stato assegnato l'anno scorso al compianto Gen. Riccardo Basile, di cui il Com. Giulio Staffieri, succedutogli alla Presidenza della Federazione Grigioverde delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, ha tenuto un cmmosso ricordo.

Alla cerimonia di premiazione, in una Sala Maggiore gremita di pubblico, erano presentila Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, l'Assessore Antonella Grim, in rappresentanza del Sindaco di Trieste Cosolini, il Consigliere regionale Emiliano Edera, in rappresentanza della Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e l'on. Roberto Menia

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