Attività Istituzionali

Le celebrazioni del Giorno del Ricordo 2013

 

Hanno avuto inizio sabato 9 febbraio le celebrazioni del Giorno del Ricordo 2013, con la deposizione di corone d'alloro sui luoghi simbolo della tragedia delle Foibe e dell'esodo di cui la città di Trieste è costellata. Alla commemorazione, organizzata dall'Unione degli Istriani, dalla Lega Nazionale di Trieste e dalla FederEsuli hanno preso parte la Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, il Vicesindaco di Trieste Fabiana Martini e l'assessore provinciale Adele Pino. Folta anche la partecipazione degli associati all'Unione degli Istriani, malgrado il freddo pungente.

Le celebrazioni sono culminate nella solenne cerimonia odierna presso il Sacrario della Foiba di Basovizza, alla presenza delle massime autorità civili e militari della regione tra cui il Prefetto di Trieste Adelaide Garufi, il Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, la Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat e l'Assessore regionale Angela Brandi in rappresentanza del Governatore Renzo Tondo. Evidente invece l'assenza di alte cariche istituzionali e di membri del Governo. Sulla spianata gremita di esuli e delle rappresentanze delle associazioni d'arma, tra cui un folto gruppo di Alpini provenienti dalle Sezioni ANA più lontane presenti con il proprio Medagliere Nazionale, sono stati resi gli Onori alle Vittime delle Foibe, alla presenza di un picchetto in Armi della Scuola Militare Nunziatella di Napoli. La cerimonia si è conclusa con la Santa Messa officiata da Mons. Crepaldi, Vescovo di Trieste.

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Presentato il volume: I Fratelli Visintini, due stelle d'oro sopra Parenzo

L'Unione degli Istriani ha ricordato, nella ricorrenza del settantesimo anniversario del suo sacrificio avvenuto nel dicembre 1942 nel corso di un'ardita azione subacquea contro la base navale di Gibilterra, la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria Tenente di Vascello Licio Visintini, originario di Parenzo.

Nell'occasione è stato presentato un primo volume "I Fratelli Visintini, due stelle d'oro sopra Parenzo", curato dal dott. Andrea Vezzà, cui seguiranno ulteriori pubblicazioni di approfondimento.

Il volume è frutto degli studi sui documenti e le fotografie d'epoca della "Collezione Visintini", archivio privato donato alla fine degli anni '80 dalla signora Maria Montella Visintini, vedova della Medaglia d'Oro, alla Famiglia Parentina dell'Unione degli Istriani e oggi conservato in seno all'Archivio Storico della medesima Unione.

Nella Sala Maggiore di Palazzo Tonello erano presenti il Capitano di Vascello Francesco Chionna, comandante del Gruppo Scuole del COMSUBIN, in rappresentanza dell'Ammiraglio Mario Caruso, assieme al Sottotenente Dal Pino e ad un operatore del Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei", il Colonnello Pilota Stefano Tessaro, comandante del 2° Stormo dell'Aeronautica Militare di stanza all'aeroporto "Mario Visintini" di Rivolto, il Capitano di Fregata Vicini in rappresentanza del Direttore Marittimo di Trieste, il Colonnello Lucio Rossi Beresca, direttore del Museo Storico Militare di Palmanova, il Tenente Colonnello Paolo Leo, in rappresentanza del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il Tenente Luccini, in rappresentanza del 4° Stormo Caccia Intercettori di Grosseto, il prof. Giovanni Battista Carulli, Presidente della Sezione "Mario Visintini" di Trieste, Istria, Fiume e Dalmazia dell'Associazione Arma Aereonautica e Maurizio Bon, dell'Associazione Marinai d'Italia di Monfalcone.

Tra i messaggi di saluto pervenuti quello del Prefetto di Trieste, dott.ssa Francesca Adelaide Garufi, del Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, dott. Renzo Tondo e della Presidente della Provincia di Trieste, prof.ssa Maria Teresa Bassa Poropat.

Nell'occasione sono stati per la prima volta esposti alcuni cimeli appartenuti ai fratelli Visintini, tra cui la bussola subacquea da polso (allora gioiello tecnologico della nostra Marina) di Licio, ed alcuni reperti del relitto del caccia CR42 di Mario Visintini, fratello di Licio, asso della Regia Aeronautica caduto in Africa Orientale nel 1941, Medaglia d'Oro alla Memoria.

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Serata Culturale Resiana: le foto

 

Ha avuto un grande successo di pubblico la Serata Culturale Resiana promossa sabato 24 novembre a Palazzo Tonello, sede dell'Unione degli Istriani. Ospiti della serata sono stati il Sindaco di Resia, Sergio Chinese, il Presidente dell'Associazione Identità e Tutela della Val Resia, Alberto Siega e lo storico Gilberto Barbarino. La serata è stata allietata dai canti e dalle danze del "Piccolo Coro Monte Canin", formazione di tredici giovanissimi elementi che si sono esibiti in canti tradizionali in lingua resiana, friulana ed italiana.
E' stata proprio la lingua resiana tema principale della serata e degli interventi dei relatori. Gli abitanti della Val Resia sono infatti i discendenti di un antico popolo di ceppo slavo insediatosi nella Valle ai piedi del Monte Canin circa 1400 anni orsono. La loro presenza, ha ricordato lo storico Gilberto Barbarino, è documentalmente testimoniata a partire dal 1090 ed il loro corredo genetico è, secondo gli studi di diverse università mondiali, unico in Europa. Tale unicità è rispecchiata dalla loro lingua, che non può essere ricondotta a nessuna lingua slava in particolare ma bensì rappresenta per tutte una sorta di ascendente comune antichissimo. Storicamente e culturalmente, la Val Resia ed i suoi abitanti sono sempre stati legati nei secoli passati al Friuli e quindi all'Italia, pur conservando la peculiarità di lingua e tradizione, favoriti dall'isolamento geografico della Val Resia.
Tuttavia, come ha rimarcato il sindaco Chinese, questa peculiarità è oggi minacciata dall'accomunamento forzato dei Resiani  e della loro lingua alla minoranza slovena per effetto della Legge 38 sulla tutela delle minoranze linguistiche. Lungi dal tutelare la particolarità di Resia, tale legge si prefigge l'obiettivo di assimilare alla minoranza nazionale slovena questa fiera seppur esigua popolazione che ha saputo conservare lingua e tradizioni per più di un millennio, ma che potrebbe culturalmente soccombere per effetto di una legge miope ed ingiusta.

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Ricordando Orsera Novembre 2012

Ricordando Orsera

Notizie della Famea Orserese

aderente all'Unione degli Istriani

Nuova serie - Anno XXXI - numero 30 - Novembre 2012



In questo numero

Guardando indietro, vi ricordate?

Andar per mostre

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 luglio 2012

Commemorazione di Don Bonifacio

Le vicende di una maestra: Rita Boico

I nostri lettori ci scrivono

La pagina di Attilio Paliaga

Cento anni fa

I miei ricordi

Le nostre foto d'epoca

Notizie tristi

Notizie liete

Le nostre letture

Elargizioni

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Escursione al Vallo Alpino del Littorio: le foto

 

Un folto gruppo di persone hanno partecipato sabato 15 settembre all'escursione presso i manufatti militari del Vallo Alpino del Littorio e della Linea Rupnik, le strutture difensive contrapposte lungo l'allora confine italo-jugoslavo.

La visita si è svolta in diverse località delle municipalità di Idria e Žiri: in mattinata sono stati visitati gli unici cippi confinari su strada principale ancora esistenti, in località Planina (Alben); dunque, dopo una breve sosta al cimitero di Godovici (Godovič), dove riposano i resti di un milite italiano, sono stati visitati i resti delle postazioni difensive di confine in località Versenicco di Sopra (Gornij Vrsnik).

Nel pomeriggio, in località Mrzli Vrh e Goli Vrh, la visita alle gallerie fortificate ed ai bunker della Linea Rupnik,  il complesso difensivo, ideato nel 1935 e mai ultimato, che avrebbe dovuto impedire un'invasione italiana della Jugoslavia: la parte più importante della Linea avrebbe dovuto essere costruita sul Vrh Svetih Treh Kraljev (Monte dei Tre Re), la quota più importante dal punto di vista strategico, ma sede di una chiesa seicentesca, che avrebbe dovuto essere abattuta insieme al vicino cimitero. I piani di costruzione della Linea Rupnik non videro mai il completamento, anche perché l'avvento della guerra aerea e meccanizzata li avrebbe resi del tutto obsoleti.

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