Attività Istituzionali

Commemorazione dei civili e militari italiani periti nella fortezza di Škofija Loka

L' 8 giugno 2013 ha avuto luogo il pellegrinaggio organizzato dall'Unione degli Istriani presso la Fortezza di Škofija Loka, ove tanti italiani furono detenuti a fine guerra - tra i più noti il caso di Luigi Drioli e di alcuni dei suoi compagni di sventura nel tristemente famoso "processo Drioli" -, interrogati e torturati dall'OZNA e, dopo essere stati sommariamente giustiziati, fatti sparire nelle numerose fosse comuni del circondario.

Lo storico castello della città, infatti, a partire dalle ultime fasi della seconda guerra mondiale venne adibito dall’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo ad ospedale militare per i detenuti militari e civili - molti dei quali gli italiani provenienti da Trieste e dal Goriziano, o dal lager di Borovnica - ove gli ammalati venivano  in realtà ammassati in anguste celle, privi di cure e trattamenti sanitari, in attesa di essere torturati e sommariamente giustiziati e fatti sparire nelle foibe e nelle fosse comuni del circondario.

    L’ospedale della fortezza, gestito in realtà dall’OZNA - la temuta polizia segreta del regime di Tito - era ufficialmente denominato “Campo 11-D-253 1” ma era noto a tutti i prigionieri come “il cimitero”; il trattamento inumano dei prigionieri emerge sin dai documenti dei servizi informativi italiani del 1945 - è il caso del notissimo rapporto segreto dell’ottobre ’45 dei Servizi Speciali della Marina Militare che, in una cinquantina di pagine, raccoglie testimonianze e fotografie dei primi, pochi sopravvissuti rimpatriati e ricoverati presso l’ospedale della Croce Rossa di Udine - ed è stato recentemente confermato dalle analisi scientifiche condotte su alcuni miseri resti esumati tra il 2006 ed il 2009 dalle fosse comuni sparse nei dintorni della città.

    Da alcuni anni nel castello, una delle attrattive turistiche della città, è presente una targa che ricorda le centinaia di domobranci che, nel maggio 1945, furono concentrati e trattenuti a Škofia Loka prima di essere trasferiti sul confine con l’Austria, ove vennero barbaramente trucidati assieme ad altre migliaia di militari e civili nel Massacro di Bleiburg; molti di essi vennero imprigionati, seviziati ed eliminati già nelle celle dell’antica fortezza.

Nel corso della cerimonia, dopo il breve ricordo da parte del presidente Massimiliano Lacota dei tragici eventi e delle violenze che si consumarono tra le mura del vecchio castello ad opera dei comunisti jugoslavi di Tito, è stata deposta una corona d'alloro nel piazzale - è stata appoggiata ad una delle antiche torri che vennero, appunto, riutilizzate dagli aguzzini di Tito per imprigionare gli sventurati che transitarono per quel campo della morte - con la dedica "L'Unione degli Istriani in Memoria delle Vittime italiane detenute nella Fortezza di Škofija Loka" e sono state recitate le preghiere a suffragio delle anime delle vittime ivi trucidate.

    Questo pellegrinaggio dell'Unione degli Istriani, che segue quelli di Roditti (2008), Golobivnica (2009), Gargaro e Ternova della Selva (2010), della Foiba “Idrijski Log” di Montenero d’Idria (2011), ed all’ex campo di concentramento di Borovnica (2012), rinnova la sempre partecipata tradizionale visita oltre confine da parte degli Esuli presso i luoghi dove nel 1945, a guerra terminata, vennero trucidate diverse centinaia di civili e militari italiani.

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Il Viaggio del Ricordo del Liceo Archimede

Si è svolto tra il 4 ed il 7 aprile il primo "Viaggio del Ricordo" organizzato dall'Unione degli Istriani a beneficio delle scuole medie superiori italiane.
La scolaresca "pilota" di questo progetto è stata un gruppo di studenti interclasse del Liceo Scientifico "Archimede" di Acireale.

Gli studenti, accompagnati dalle insegnanti responsabili, sono giunti a Trieste nel pomeriggio del 4 aprile, accolti nella Sala del Consiglio Comunale dall'Assessore Antonella Grim, prima di prendere parte ad una lezione introduttiva al viaggio, curata a Palazzo Tonello dal Presidente dell'Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, e dal Vicepresidente, Enrico Neami.

Il giorno successivo gli studenti hanno visitato alcune tra le località più significative dell'Istria: Momiano, Piemonte d'Istria, Cava Cise e Pirano, dove hanno potuto apprendere in prima persona le trasformazioni indotte dall'esodo sulla società e sull'architettura.

Il giorno 6 aprile è stato dedicato alla visita dei luoghi più significativi della storia della Venezia Giulia: il Sacrario di Redipuglia e la Dolina dei Bersaglieri, la Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza, la Foiba Plutone ed il Centro Raccolta Profughi di Padriciano.

Infine il giorno 7 aprile gli studenti hanno potuto visitare i monumenti più importanti della città di Trieste: la Cattedrale di San Giusto, le chiese Serbo-ortodossa di San Spiridione e Greco-ortodossa di San Nicolò ed il Castello di Miramare.

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Ricordando Cittanova Marzo 2013

In questo numero:

La Cittanova che non c'è più

Recensioni e commenti al libro "Per le antiche strade"

I nostri problemi, opinioni, iniziative, commenti

Giorno del Ricordo 2013

Accadde il 10 Febbraio 1947…

Indegno commemorare il Giorno del Ricordo al Quirinale

… ancora per il Giorno del Ricordo

Ricordi di guerra del bersagliere Bruno Debianchi

Lettere

La bonifica del Quieto

Diario di una bella vacanza per tre fratelli

La napoletana

Cittanova 1954-55

Storia di Istria Fiume e Dalmazia attraverso i francobolli

Album di famiglia

Elargizioni

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Conferimento del Premio Histria Terra 2013: le foto


Si è svolta nel pomerigio di giovedì 28 febbraio, nella Sala Maggiore di Palazzo Tonello, la cerimonia di conferimento del Premio Histria Terra 2013, giunto alla sua VI edizione.

Nelle precedenti edizioni del Premio erano stati insigniti Aldo Cherini (2008), Luigi Papo (2009), Claudio Antonelli e Sergio Valentini (2010), mons. Antonio Dessanti (2011) e il prof. Giuseppe Cuscito (2012).

Il Comitato di assegnazione presieduto dall'arch. Gianna Duda Marinelli, assente alla cerimonia in quanto vittima dell'influenza ha premiato quest'anno Nidia Cernecca "per il costante impegno profuso nelle scuole a testimonianza della tragedia Istriana conclusasi con l'Esodo ed il coraggio di denunciare i colpevoli della barbara morte del padre". Nidia Cernecca è stata infatti la prima a denunciare presso la magistratura italiana i responsabili di numerose uccisioni di italiani avvenute in Istria ed a Fiume durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale ad opera dei partigiani di Tito, dando così avvio al famigerato "processo delle foibe", celebratosi a partire dalla metà degli anni Novanta. Il gesto di Nidia Cernecca, e di altri congiunti di infoibati che si unirono alla sua azione legale, fu tanto più coraggioso in quanto non trovò alcun appoggio da parte dell'associazionismo esule.

Nidia Cernecca si è inoltre distinta per il costante impegno volto a far conoscere la tragedia degli italiani dell'Istria nelle scuole di ogni parte d'Italia, coadiuvata in quest'opera dall'amico capodistriano Luigi D'Agostini.

Alla cerimonia di premiazione, in una Sala Maggiore gremita di pubblico, erano presenti il Vice Presidente della Provincia di Trieste, Igor Dolenc e l'Assessore Antonella Grim, in rappresentanza del Sindaco di Trieste Cosolini. Presenti anche il rappresentante del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, Tenente Colonnello Paolo Leo ed il Capitano di Fregata Lorenzo Savio, in rappresentanza della Capitaneria di Porto di Trieste.

Ha partecipato inoltre alla cerimonia Fritz Schretter, Presidente della Kärntner Abwehrkämpferbund.

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Il Comune di Faenza intitola un piazzale allle Vittime delle Foibe

Nella giornata di sabato 9 febbraio 2013 il Comune di Faenza ha intitolato un piazzale della città alle Vittime delle Foibe. Si tratta dell’opportuna conclusione di un percorso amministrativo avviato dall’Unione degli Istriani, che il 25 maggio 2010 aveva invitato, con una nota esplicativa a firma del Presidente Lacota, il Comune di Faenza, come moltissimi altri Comuni italiani, a dedicare un proprio spazio pubblico alle Vittime delle Foibe e dell’Esodo.

Dimostrando attenzione e sensibilità istituzionale, il Sindaco Malpezzi ha chiesto all’Unione degli Istriani di essere presente, con il proprio Presidente o altro rappresentante. La Presidenza ha delegato il neo consigliere Guido Luca Brunello che è intervenuto all’evento.

La cerimonia è iniziata alle 9.00 di sabato 9 febbraio 2013, con la scopertura della targa che denomina il piazzale Vittime delle Foibe, ubicato in un tratto della via Renaccio, strada a grande scorrimento dalla quale è ampiamente visibile la tabella che identifica il piazzale. La scelta del luogo non è stata simbolica, ma è legata al canale che costeggia la via principale e costituisce metafora del flusso dell’esodo come della diaspora degli ebrei, come detto dal Sindaco nel discorso dell'intitolazione. Alla cerimonia, svoltasi con la partecipazione dei comandanti e responsabili della Polizia di Stato, Municipale e dei Carabinieri, hanno assistito diversi cittadini e una scolaresca dell’Istituto Strocchi, scuola media statale. I giovani della Scuola media hanno eseguito l’inno nazionale, quindi ci sono stati gli interventi del Sindaco faentino dott. Malpezzi e del consigliere dell’Unione degli Istriani dott. Brunello.

La celebrazione è proseguita nella Sala del Consiglio Comunale affollata da altre scolaresche, alla presenza oltreché del Sindaco e del Consigliere dell’Unione degli Istriani, anche del Prefetto di Ravenna, S.E. dott. Bruno Corda, del Presidente del Consiglio Comunale di Faenza de Tollis e del Direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna, dott. Masetti.

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