Commemorazione dei Caduti della Grande Guerra sul Monte San Michele: le foto

 Partecipata cerimonia domenica scorsa sul Monte San Michele in ricordo dei soldati italiani ed austro-ungarici caduti sul fronte dell’Isonzo nella Grande Guerra 

Caratterizzata nonostante il caldo da una ampia partecipazione di pubblico (oltre duecento i partecipanti provenienti da Trieste, Gorizia, Udine e dall’Austria), si è svolta domenica 28 giugno 2015 sulla “cima 3” dell’area sacra monumentale del Monte San Michele, a partire dalle ore 10.30, la cerimonia organizzata dall’Unione degli Istriani in memoria dei soldati italiani ed austro-ungarici caduti durante la Grande Guerra sul difficile, tragico fronte dell’Isonzo. 

Dopo il concerto della banda Refolo di Trieste sul piazzale del Museo ai piedi della vetta, le delegazioni dei Comuni e delle Famiglie istriane in esilio aderenti all’Unione degli Istriani con i propri labari e vessilli congiuntamente alle insegne delle associazioni combattentistiche e d’arma, del medagliere dell’istituto del Nastro Azzurro e delle numerose bandiere della federazione carinziana dei combattenti Kärntner Abwehrkämpferbund hanno raggiunto lo schieramento sul luogo della commemorazione, accanto ai monumenti che ricordano i caduti di tutte le nazionalità. 

Eseguiti gli inni e deposte le corone in maniera solenne, don Giovanni Sponton, parroco di Sagrado, ha recitato una preghiera in suffragio di tutte le vittime della Grande Guerra, ringraziando gli organizzatori per la scelta del sito; poi gli interventi istituzionali, a cominciare dall’assessore alla cultura del Comune di Sagrado Simonetta Visintin, cui ha fatto seguito quello del consigliere regionale Diego Moretti che ha portato i saluti del Presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop e della Presidente della Giunta Regionale Debora Serracchiani

Hanno concluso la cerimonia gli interventi centrali del Presidente della federazione carinziana dei Combattenti, Fritz Schretter, e del presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota che ha rimarcato più volte l’importanza di ricordare ed il dovere di farlo, anche se sono trascorsi esattamente cento anni da quel difficile ed incerto periodo. Lacota nella sua prolusione ha altresì rievocato l’episodio verificatosi all’alba del 29 giugno 1916 quando proprio sulle pendici del San Michele da alcune migliaia di bombole i reparti austro-ungarici assediati dai militari italiani avevano fatto uscire i gas asfissianti letali composti da fosgene e cloro – per la prima volta usati sul cosiddetto “fronte italiano” – causando alcune migliaia di morti a causa dell’impreparazione dei soldati nemici al tipo di armi chimiche, allora non contemplate nelle leggi di guerra convenzionali. 

UNIONE DEGLI ISTRIANI

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