FAMEA PIRANESA

COSTITUZIONE DELLA FAMEA PIRANESA

Il 16 febbraio 1958 i piranesi:
BORSATTI ANDREA, TAMARO GIANFRANCO, RAVALICO ANDREINA, GABRIELLI ITALO, TAMARO ALESSANDRO, VERONESE DOMENICO, BELTRAME FRANCESCO, FONDA BRUNA ved.ANTONINI,
MARTINI EMILIO, TAMARO ROMOLO, BARTOLE SILVIO, VERONESE MARIA, PARENZAN BRUNA, DIVO ROMANITA, CURZOLO NORA, NERI BRUNO, MALUSA’ EGIDIO, DON PIETRO, si riuniscono nella sede di via Coroneo 8 presso l’Unione Degli Istriani, per costituire un’Associazione denominata “FAMEA PIRANESE” , con lo scopo di salvaguardare i valori morali, le tradizioni secolari della nostra gente, di mantenere vivo il ricordo di tutto quanto abbiamo lasciato al di la delle sbarre confinarie, di tenere presente il problema dei giovani cresciuti in un ambiente diverso da quello dei padri e che perciò devono sentire in famiglia il profumo dei ricordi del nostro passato, alla quale potranno far parte :
i cittadini nati a Pirano
o che abbiano almeno un genitore di origine piranese
o che abbiano il coniuge piranese per nascita o discendenza
o abbiano avuto il domicilio a Pirano per almeno 10 anni prima del 1/5/1945.
Per 2 anni è Presidente l’avv. Tamaro Gianfranco.

Il 16 ottobre 1960 si svolgono nuove elezioni. Presidente risulterà il prof.Viezzoli Silvestro, Vicepresidente il rag. Tamaro Alessandro, segretario il rag. Maraspin Libero, e membri Bartole Silvio, Martini Emilio, Apollonio Manlio, Benvenuti Nerina.

Il 21 agosto 1982 presso l’Unione degli Istriani si svolge l’Assemblea ordinaria nella quale si constata che dopo la scomparsa di ben 43 soci, la Famea ne conta 126.
Si tengono le elezioni per il rinnovo delle cariche che danno il seguente risultato:
Fabbro Cornelia, Bonifacio Marino, Maraspin Libero, Trani Marino, Fragiacomo Pierina, Lidia Izzo, Potocco Dilvana. Pres, Fabbro Cornelia.

Il 13 ottobre 1990 si tiene l’Assemblea ordinaria dei Soci e la votazione di 9 membri delConsiglio Direttivo: presidente rimane la sig.ra Fabbro Cornelia.
Con questa amministrazione si svolgono molte attività, gite culturali, incontri prenatalizi, eleganti feste danzanti con grande partecipazione dei soci, varie mostre di pittura, fotografia, artigianato, sempre sul filo del ricordo di Pirano.
In questo periodo presso l’Unione si istituisce la “Casa Madre” che è la casa di tutti gli esuli istriani, fiumani e dalmati; la Famea e alcuni soci partecipano con l’acquisto di una trentina di azioni che negli anni seguenti vengono donate all’Unione.
Nel 1995, durante un’assemblea ordinaria per il rinnovo delle cariche, la presidente in carica Cornelia Fabbro e parte del Consiglio, indignati perché alcuni consiglieri hanno organizzato una festa (con la messa in duomo a Pirano) insieme agli italiani rimasti, hanno invalidato le votazioni e sciolta la Famea. C’è stato un periodo di vuoto, finchè il sig. Rino Tagliapietra sollecitato dall’Unione degli Istriani, ha convocato alcuni piranesi per ricostituire la Famea, e dopo regolari elezioni lo stesso Tagliapietra, viene nominato Presidente.
Dal ’95 in poi si svolgono regolarmente gli incontri di Natale e di Pasqua con giochi, canti e scambio di notizie e ricordi tra piranesi, viene allestita una mostra di foto e una sull’artigianato. Al presidente Tagliapietra va il merito dell’avvicinamento della Famea alla comunità piranese facente capo alla Voce di S. Giorgio e diretta dal nostro sacerdote don Piero Fonda, e anche con il suo consenso diamo il via alla composizione di un notiziario piranese, che su suggerimento del consigliere Luigi Pitacco, intitoliamo l'Eco de Piram.

Con le elezioni del 2001 viene eletto presidente Franco Viezzoli, successivamente riconfermato nel 2005 e nel 2009.
Con la nuova presidenza, si organizzano varie gite a Pirano e in altre località dell’Istria, Dalmazia e Carniola, mostre fotografiche, mostre di pittura dei nostri concittadini, programmi cine-amatoriali ed altro.
Si da stesura a due importanti volumi: il primo, intitolato PIRANO, del prof. Guido La Pasquala con i suoi magnifici disegni corredati di cenni storici e curiosità sulla nostra cittadina.
Il secondo, RICORDI, di Lidia Predonzani Izzo, una serie di racconti che sono un’importante testimonianza della nostra vita di ogni giorno a Pirano, delle nostre antiche tradizioni, usi, costumi e abitudini che abbiamo perso dopo la tragedia dell’esodo.
Il componenti del Consiglio della Famea si riuniscono tutti i primi venerdi di ogni mese nella sede dell’Unione degli Istriani di via S.Pellico 2, per discutere sui vari ordini del giorno e per organizzare la composizione del nostro giornale che esce ogni 3 mesi.

Nel 2010 il Consiglio direttivo della FAMEA è composto dal Presidente Viezzoli Franco, Vice Presidente Petronio Francesco, Segretario Zomaro Dilvana, Tesoriere Zomaro Luisa, Revisore dei conti Zangrando Mario, Consiglieri Cason Fiorella, Parenzan Bruno, Bartole Dario, Gabrielli Francesco, Presidente Onorario Rino Tagliapietre.

Nel corso del 2009 è stato dato l’avvio ad una serie di documentari audiovisivi su dischi DVD di Rino Tagliapietre dal titolo “Sta me cara vecia Piram - gli ultimi piranesi”. Le immagini portano ad una escursione lungo tutte le stradine del paese comprese le meno conosciute e la menzione di gran parte di quei piranesi che hanno lasciato il paese a causa dell’esodo. Attualmente sono disponibili i primi due dischi, il terzo è in via di completamento;
ne seguirà un quarto.
In un futuro più o meno prossimo è in programma anche la compilazione di un DVD riguardante la storia delle saline.


PIRANO NELLA STORIA


Pirano fatta di case, di chiese, di piazze e di vie è rimasta là; là sono rimasti i nostri morti ed i nostri ricordi più cari e più belli. Pirano viva, fatta di uomini è sparsa ormai per il mondo.

Per far conoscere la nostra cara terra, per far amare dai nostri figli la Pirano dei nostri padri, abbiamo voluto scrivere anche noi qualche cosa, interrogando la nostra memoria ed il nostro cuore.


Alcuni amici piranesi.


Se pure Pirano sia menzionata storicamente soltanto nel VII° secolo, ad opera di anonimo ravennate, nell’itinerario Italico, tutto fa supporre una sua origine molto più antica. Senza accampare supposizioni, storicamente sappiamo che l’Istria, dopo la conquista romana del 177 a.c., fu colonizzata dai cittadini romani. A Pirano il nome di Marciana ci conferma che, il territorio piranese divenne predio della famiglia Marcia, con l’insediamento di una colonia. Quando Roma cadde, l’intera regione fece parte dell’impero d’Oriente, poi dei regni barbarici finchè, nel 803, fu istituita la Marca del Friuli che comprendeva tutta l’Istria.. Dopo l’Impero carolingio questa Marca passò al Regno d’Italia, al Regno di Germania, divenne feudo dei signori di Baviera e Carinzia ed infine del Patriarca di Aquileia.

Le prime notizie di rapporti fra Pirano e Venezia risalgono al X° secolo. Pirano era una città molto prospera per quei tempi : le campagne davano olio e vino ma le due attività principali erano la navigazione e l’industria e il commercio del sale. Queste attività commerciali e marittime misero Pirano in contatto sempre più stretto con la nuova Regina dell’Adriatico. Venezia era l’unica potenza che si dichiarava sostenitrice delle libertà municipali.

Nel 1192 Pirano si proclama libero comune. L’influenza della Repubblica si fa sempre più sensibile fino a condurre quasi automaticamente alla dedizione che fu sottoscritta dai piranesi il 26 gennaio 1283 nella piccola chiesa di S.Andrea. Da quel momento Venezia ebbe un’importanza determinante nella storia di Pirano, ed anche dopo la sua caduta, nel 1797, l’impronta del suo sigillo,della sua cultura e del suo modello di vita continuarono ad influenzare la nostra vita cittadina fino al 1945.

I piranesi sono vissuti sempre liberi nella loro cittadina, felici e fieri della loro secolare italianità.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale tutto cambiò. In paese arrivò gente sconosciuta che parlava una lingua diversa dalla nostra, una lingua che noi non conoscevamo e che molti di noi sentivano per la prima volta. Incominciarono le minacce, le vessazioni e le violenze fisiche contro i piranesi, un’azione che aveva un disegno ben preciso e programmato: costringere all’esodo tutti gli italiani per creare un perfetto paradiso slavo comunista, una vera pulizia etnica. E così fu fatto.

Oggi, a sessant’anni da quella data, nella nostra Pirano un’esigua minoranza italiana sopravvive con fatica in un mondo sempre più slavo man mano che viene cancellata ogni traccia di italianità.

E’ questo infatti l’obiettivo primario di coloro che occupano la nostra terra e le nostre case, ed è a questa ingiustizia che noi dobbiamo opporci con le nostre pubblicazioni, le nostre fotografie, le nostre memorie ed ora con le nuove tecnologie che il mondo moderno ci mette a disposizione.

La Famea Piranesa ha questo scopo e per poter continuare il più a lungo possibile nella nostra attività abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i piranesi. Viva Piran, la nostra Piran!


Il presidente della Famea Piranesa
Franco Viezzoli


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