FAMIGLIA FIANONESE

Fianona, borgo vecchio e suggestivo, si trova su di una collina dominante il fiordo omonimo. Fu prima un castelliere e poi, in epoca romana, un importante centro commerciale situato sulla via Flavia. Nel 1420 passò a Venezia. Nel 1599 gli Uscocchi assaltano Fianona, saccheggiandola. Dopo la caduta di Venezia (1797) e la parentesi francese, con il trattato di Campoformido la penisola istriana passò all'Austria mantenendosi sempre un importante centro di commercio. Dopo la prima guerra mondiale fu assegnata all'Italia. L'esodo di gran parte della popolazione dopo gli avvenimenti della seconda guerra mondiale ha lasciato Fianona nello stato di parziale abbandono attuale. All'interno del paese ci sono due chiese interessanti: San Giorgio il Vecchio (del secolo XI) e la parrocchiale della Beata Vergine Maria (del 1474).

La storia

Fianona, il cui suffisso in "ona" è caratteristico dei luoghi abitati dalle popolazioni illiriche, è indiscutibilmente un nome antico. Il suo nome persistette anche in epoca romana, pur con la dizione Fianona e da questo derivò anche il Sinus Flanaticus, l'attuale canale fra Cherso e la costa Liburnica, ora canale della Faresina, dove il Quarnero si allarga, fino a Capo Promontore. Fianona conservò il suo nome anche in epoche successive e giunse fino a noi per ricordare che i suoi abitanti erano i Flanati, di origine liburnica.

Quando Fianona cadde sotto il giogo romano, nel II secolo a. C, era una città fiorente perché importante già in epoca preistorica. Era servita, allora, dalla strada romana che da Trieste portava a Pola e che risaliva poi fino a Fianona. Durante l'epoca imperiale si sviluppò la città bassa, sul limite più profondo dell'insenatura.
Sembra che Fianona sia stata distrutta dalle orde di Attila, nel V secolo, ma probabilmente fu travolta e devastata, tra il VI ed il VII secolo, dalle incursioni degli Avari e dei Vendi, gli antichi Sloveni. Dei primi secoli del medioevo di Fianona non si hanno notizie e sicuramente non ebbe pace durante le sottomissioni ai regni di Odoacre e di Teodorico. I Bizantini, a metà del VI secolo conquistarono l'Istria e Fianona divenne una piccola base navale. In quel periodo, tra il VII e VIII secolo, iniziò l'insediamento nelle campagne delle prime famiglie croate, con il consenso della corte di Bisanzio, mentre i nativi romanizzati si concentrarono nella città. Alla fine dell'VIII secolo, iniziata la parentesi feudale dei Carolingi, la città perdette l'autonomia municipale di cui godeva già sotto i Romani. Nel 960, torme di Slavi lambirono la città, devastando la costa ed il territorio; in quel tempo altri nuclei di Croati vennero ad occupare le zone desertiche del territorio montano.

Nel 1012, Enrico II di Sassonia confermò al patriarca di Aquileia il possesso del porto di Fianona con piena immunità; passò poi sotto il dominio temporale della chiesa d'Aquileia nel 1209, quando i patriarchi vennero nominati marchesi d'Istria. Nel 1420, a seguito della fine del dominio temporale in Istria dei patriarchi d'Aquileia, Fianona fu occupata dai Veneziani.

Il 20 gennaio 1599, il giorno di S. Sebastiano, la città fu assalita da una banda di ottocento Uscocchi, reduci da un tentativo fallito di occupare Albona; la cittadina, sprovvista di adeguate difese e di soldati, fu presa e saccheggiata. Questi fuorusciti inalberarono la bandiera austriaca ed obbligarono i cittadini a giurare fedeltà all'Austria. Nel 1617 il generale austriaco Don Baldassarre Maradas, con un reparto spagnolo conquistò Fianona. Finita la guerra tra Venezia e l'Austria, dopo la pace di Madrid del 1618, Fianona ritornò ai Veneziani e riprese a vivere.

Nel XVII secolo in questa città fiorì una certa cultura che impegnò le confraternite di S. Barbara, S. Giovanni, S. Stefano, S. Giorgio e della Madonna. Prese consistenza, in questo secolo, la manifattura delle "rasse di lana" che i paesani realizzavano lavando la lana nel piccolo lago posto in fondo al fiordo, alimentato dalla sorgente che sgorgava presso l'ingresso della città.

Dopo la fine della Repubblica di Venezia, Fianona passò all'Austria e nel 1800 fu annessa al nuovo circondario di Albona; con quest'ultima, Fianona fece parte nel 1814 del nuovo Circolo di Fiume e nel 1826 passò al Circolo di Pisino. Fianona, dopo l'occupazione veneziana del XV secolo, ebbe un notevole aumento della popolazione e fu costretta a moltiplicare le abitazioni dentro le mura cittadine. Si spiega perciò la struttura urbana del borgo; le strette case incassate una dentro l'altra, le strette viuzze, il labirinto dei vìcoli e dei cortili interni.

Sono conservate ancora in parte le mura del XIII e XIV secolo ed il successivo sistema di fortificazioni del XVI e XVII secolo; in questo periodo le mura che circondavano la cittadina erano dotate di artiglieria. In mezzo al paese spicca il campanile della chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria. Sul piazzale che si presenta di fronte all'entrata del borgo, antistante la chiesa, si trova l'antica Loggia del XVII secolo. All'interno si trova il Lapidario, con una serie di parti di sculture in pietra calcarea ed iscrizioni romane appese al muro interno. Oltrepassato il borgo si arriva sulle mura meridionali che sporgono sul Vallone, volte verso sud. Su un bastione sostenuto da queste mura, si trova, anch'essa in condizioni di degrado, la chiesetta romanico-gotica di S. Giorgio il Vecchio o dei Marinai, detta anche di S. Zorzi, costruita nel 1474.

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