FAMIGLIA DIGNANESE

La Famiglia Dignanese è sorta a Torino dove risiede la più numerosa comunità di dignanesi, esuli dopo l'infausto Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, che costrinse l'Italia a cedere alla Jugoslavia (alla quale mai erano appartenute) l'Istria, Fiume e Zara.

La maggior parte di questi infatti lavorava alla Fiat ed in ambienti ad essa collegati. Nel 1964, in occasione della festa di San Biagio patrono di Dignano d'Istria (e motivo d'incontro per tutti gli istriani di Torino), alcuni di questi esuli dignanesi ebbero l'idea di fondare un'associazione, la Famiglia Dignanese appunto, con lo scopo di riunire i concittadini, tramandare usi e costumi del paese natio, e diffondere in città la conoscenza delle loro vicissitudini e creare motivi di aggregazione ai fini ricreativi, tra i quali la costituzione di un coro.

Successivamente nacque così la Corale Istriana che tanto successo avrà anche fuori Torino, e che solennizzerà molte delle Messe in onore dei Santi Patroni dei vari paesi istriani festeggiati, con l'esecuzione della Messa di Lorenzo Perosi.

La prima corale era diretta da Gianni Ferro ed ebbe, tra l'altro, un grande successo al Raduno degli Istriani di Roma.

Nel 1967, presso il centro di raccolta profughi delle Casermette San Paolo di Torino, si concretizzò l'idea della costituzione di una associazione e nacque ufficialmente la Famiglia Dignanese.

Fondatori furono una dozzina, tra cui: Fioretto Biasiol, Gino Darbe, il Maestro Luigi Donorà, don Giovanni Fabro (residente a Trieste), il Maestro Gianni Ferro, Marino Giachin, Guerrino Manzin, Giorgio Marchesi (residente a Trieste), Giovanni Toffetti, Luciano Zanghirella.
Il primo Presidente della Famiglia Dignanese fu Guerrino Manzin, un grande patriota di Dignano e che tra l'altro sovvenzionò la realizzazione della pala di San Biagio fatta dal noto pittore polese Gigi Vidris, e collocata nella chiesa del Patrocinio di San Giuseppe, in via Biglieri.

Il primo raduno nazionale dignanese si tenne nel maggio del 1973 alla Bulesca di Padova dove convennero quasi 600 esuli provenienti da tutto il nord Italia.

L'anno dopo ebbe luogo il secondo raduno nazionale, sempre a maggio, a Padova, e nel dicembre dello stesso anno Giorgio Marchesi fece uscire il primo numero del giornale della Famiglia, il Notiziario Dignanese.

Il raduno nazionale si tenne sempre con cadenza annuale, in diverse località, fino ad approdare a Peschiera del Garda, una sorta di mezza strada tra Torino e Trieste, dove ancora oggi, in genere, si svolgono i convivi.

Nel 1978 la direzione del Notiziario Dignanese e la presidenza della Famiglia passarono a Ovidio Negri (residente a Padova) fino al 1991 quando passò le consegne a Torino: la presidenza della Famiglia al Maestro Luigi Donorà e la direzione del giornale a Giannina Bacin Pelissero ed al Ten Col. Giuseppe de Franceschi.

Nel 1997 la Famiglia Dignanese invitò al raduno di Peschiera la Comunità degli Italiani di Dignano, che partecipò con un centinaio di iscritti, presentatisi nel tipico e storico costume dignanese, cantando villotte, recitando poesie in favelà (l'antico dialetto istro-romanzo di Dignano).
Fu la prima volta che a un raduno nazionale in Italia parteciparono esuli e rimasti, decretando un successo all'iniziativa.

Nel 1999 il raduno nazionale ebbe luogo a Dignano d'Istria, con la partecipazione di oltre 300 convenuti ad una serie di manifestazioni, tra le quali il ricevimento ufficiale in Comune con il sindaco Lidia Delton, una grande festa folcloristica della Comunità degli Italiani coordinata dalla Maestra Anita Forlani, la recita in dialetto e in costume rievocante il fidanzamento e le nozze istriane, l'esecuzione di canzoni folcloristiche eseguite dal Coro della Comunità e diretto dalla Maestra Orietta Sverko. Anche questo tipo di raduno fra esuli e rimasti, fu il primo tra le associazioni degli esuli.

Nel 2003 la Famiglia Dignanese, in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Dignano, istituì il Premio letterario intitolato “Favelà”, come l’antica parlata dignanese, e quindi dedicato all'antico dialetto della gente di Dignano d'Istria. Il Premio è rivolto a due categorie: poesia e prosa in dialetto istro-romanzo dignanese; lo scopo del Pemio Favelà è quello di contribuire alla raccolta, alla conoscenza, alla conservazione ed alla valorizzazione di una parlata ormai in via d'estinzione, in quanto conosciuta solo più da un'esigua minoranza di persone.
Il premio continua ad essere riproposto ogni 2 anni, in collaborazione con gli italiani
di Dignano, per consolidare, attraverso la cultura, i rapporti tra dignanesi esuli e rimasti, orgogliosi della propria identità.
La premiazione delle opere avviene solitamente a Dignano, presso la nuova sede della Comunità degli Italiani di Palazzo Bradamante, all'inizio di agosto.

Attualmente il Notiziario Dignanese è diretto dal Ten. Col. Giuseppe de Franceschi, con la collaborazione redazionale di Giuliana Donorà.

Il Consiglio Direttivo della Famiglia Dignanese è attualmente così composto:

Presidente : Maestro Luigi Donorà (Torino)

Vicepresidente : Livia Sansa (Monfalcone)

Amministratore : Alessandra Casetta (Torino)

Segreteria : Giuliana Donorà (Torino)

Consiglieri :
Giannina Bacin Pelissero,
Ten Col. Giuseppe de Franceschi,
Albina Gortan Simonelli (Torino),
Luciano Civitico e Pino Sorgarello (Novara),
Maria Belci Gorlato e Giorgio Delzotto (Monfalcone),
Massimo Delzotto e Maria Manzin Gallo (Milano)

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