FAMEIA GALLESANESE


L’origine e l’antichità di Gallesano perdonsi nella caligine dei tempi”; dal primo castelliere, posto a nord est del odierno paese, è divenuto poi sotto l’impero di Augusto il punto del cardo massimo e del decumano massimo per la spartizione delle terre della bassa Istria ai veterani delle legioni.

Il suo territorio è situato tra Dignano e Pola sulla antica via romana che da Parenzo conduce a Pola. La sua superficie è di 4564 ettari ed è posto a 75 metri disopra il livello del mare. E’ da questi piani elevati che si dominano vastissimi orizzonti: dall’Adriatico, alle isole Brioni, al porto di Pola e al Quarnero con il corno del monte Ossero e fino all’Istria settentrionale dal Monte Maggiore e dalla catena del Velebit ad oriente.
Già nel 990 d.c. compare nei primi documenti catastali il nome di Gallesano come una delle 72 “ville” che formavano l’agro polese. Una Villa molto popolosa dall’aria salubre tanto che il Vescovo di Pola soleva soggiornare nei periodi delle pesti che affliggevano periodicamente le contrade.
Il paese era ed è rimasto prettamente agricolo. Non è mai stato Comune tranne per alcuni anni durante l’occupazione napoleonica ed ha seguito sempre le vicissitudini di Pola a cui è stato sempre legato.
La sua chiesa parrocchiale, consacrata nell’anno 1634, è dedicata a S. Rocco e risulta dall’ampliamento di una pre esistente. La prima parrocchiale è quella di S. Giusto sorta a sua volta su una chiesa paleocristiana. In buona condizione è ancora la chiesetta del Carso o della Concetta, fatta restaurare nel 1814 dall’Arciduca Ferdinando d’Austria. Il campanile è di stile “istriano”, modesta imitazione di quello di Aquileia.
Per moltissimi secoli vissero a Gallesano sempre le stesse famiglie, tanto che, per la salubrità del clima, la peste e la malaria non lasciarono segni di spopolamento come nel resto della regione e dell’intera Europa. Il dialetto attuale è rimasto, più che altrove, con idiomi dell’antica origine istriota.
I cognomi originali presenti ancor oggi sono: Capolicchio, Demori, Demoro, Deghenghi, Durin, Deprete, Devidi, Detoffi, Delcaro, Ghirardo, Leonardelli, Maticchio, Pianella, Simonelli, Tarticchio, Tesser, Valente, Vaccher.
L’abbandono del paese dal 1945 è stato preponderante e volontario. Fecero tale scelta 920 gallesanesi appartenenti a 353 famiglie, oltre i 2/3 della popolazione, in maggioranza giovani. In Italia nel 1963 nacque l’Associazione “ fameia Gallesanesa” il cui presidente, cav. Franolich, ebbe il compito di unire tutti i gallesanesi sparsi nel mondo ed interpretare i sentimenti e i valori morali della nostra borgata. Nel 1983 nasce un periodico semestrale chiamato oggi “Gente di Gallesano”,che sarà l’organo ufficiale dell’Associazione. Il giornale raccoglie informazioni, dati, notizie, tradizioni, necrologi provenienti da tutto il mondo legate ai gallesanesi.

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