Associazioni e Circoli

CIRCOLO NORMA COSSETTO

Il 24.9.1978 un Comitato composto da Noemi Cossetto Bellini, Enea Marin, Renata Pisciotta Pertotti, Arduina Privileggi, Mario Zanini e Natale Zusich chiamò a raccolta a Trieste gli ex allievi dell'Istituto Magistrale Regina Margherita di Parenzo.
Risposero in centinaia ed il ritrovo venne organizzato il 26 maggio 1979 con una S.Messa celebrata nella cattedrale di S.Giusto a Trieste dall'amato Arcivescovo Antonio Santin, cui fece seguito un raduno conviviale.
Dopo il successo di tale incontro, ne venne organizzato un'ulteriore nel 1983, sessantesimo anniversario della fondazione dell'Istituto, e nel 1986, raduno nel corso del quale venne posata nella città vecchia di Grado la piera, tutt'ora visibile da tutti accanto al municipio dell'Isola del Sole, che porta la scritta HISTRIAE, LIBURNIAE, DALMATIAE, FILII, S.V.L.P.
Il Circolo Culturale Norma Cossetto venne di conseguenza fondato a Trieste nel 1988 per dare forma e struttura a questa spinta da parte degli ex allievi dell'Istituto Regina Margherita di Parenzo.
I fini del Circolo li recitava lo statuto medesimo: Conservazione e divulgazione della storia delle genti istriane, liburniche e dalmate sull'esempio dei padri e di Norma Cossetto.
Furono chiamati a dirigere il Circolo: Licia Cossetto Tarantola vicepresidente onoraria ad vitam, Noemi Cossetto Bellini, Mario Grabar, Enea Marin, Giuliano Mattiassi, Alma Moro Semeia, Renata Pisiciotta Peretta, Pietro Riosa, Mario Runti, Raimondo Sbona, Arduina Privileggi, Elda Sorci Skender, Mario Zanini, Natale Zusich.


Il Circolo Culturale Norma Cossetto aderisce alla Famiglia Parentina e, tramite essa, all'Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio.

Le principali attività del Circolo, oltre a quelle strettamente culturali, sono l'organizzazione dell'annuale raduno dei magistralini e l'aanuale pellegrinaggio al cimitero di Santa Domenica di Visinada, ove riposano le spoglie di Norma Cossetto e di numerosi altri infoibati tra cui Mario Bellini e Giuseppe Cossetto.
Il pellegrinaggio è sempre organizzato in collaborazione con la Famiglia Parentina e tocca il cimitero di Parenzo, ove esiste una targa in ricordo degli infoibati di Parenzo e delle sue ville, ivi apposta nel 2001 dalla Famiglia Parentina in collaborazione con l'I.R.C.I. di Trieste.

CENTRO CULTURALE GIAN RINALDO CARLI

Il Centro Culturale “Gian Rinaldo Carli” si propone di promuovere, organizzare e svolgere attività culturale in genere ma con particolare riguardo alla divulgazione ed approfondimento del patrimonio culturale della collettività formatasi in Istria nell'ambito della civiltà romana, veneta e italiana nonché dei fatti ed eventi che riguardano l'Istria.

Il Centro si intitola all'illuminista economista e storico capodistriano Gian Rinaldo Carli (1720 – 1795), autore, fra l'altro, del saggio “Della Patria degli Italiani” pubblicato nel 1765 su “Il Caffè” del Verri. In tale opera il Carli anticipava le idee che avrebbero poi portato all'indipendenza ed all'unità d'Italia.

L'associazione culturale, costituita in seno all'Unione degli Istriani il 13.3.1971, ha avuto quali promotori l’avv. Lino Sardos Albertini, il prof. Ennio Saffi, il comm. Egon de Szombathely, l'avv. Augusto Gabrielli, il prof. Giuseppe Cuscito, il prof. Fulvio Salimbeni, l’avv. Piero Sardos Albertini ed il prof. Enzo Santese. Principale animatore, e per parecchi anni presidente, è stato l'avv. Lino Sardos Albertini, fondatore anche della stessa Unione degli Istriani.

L'attività del Centro si svolge su un piano strettamente culturale con l'organizzazione di conferenze, commemorazioni, mostre e, soprattutto, con l'attività editoriale iniziata sin dalla costituzione del Centro e che continua ancora oggi.

Le prime opere pubblicate sono state “Umago d'Istria nei secoli” di Andrea Benedetti (1973 il I vol. e 1975 il II vol.), “L'Inferno di Dante voltato in dialetto istriano” di Bruno Crevato Selvaggi (1974), “Cittanova d'Istria” di mons. Luigi Parentin (1974) e “Dignano e la sua gente” di Autori vari (1975). Le più recenti sono state “In odium fidei – Sacerdoti in Istria – Passione e Calvario” di Ranieri Ponis (III edizione, 2006), “Tradizioni popolari d'Istria” di Mons. Giuseppe Radole (2006, in collaborazione con l'I.R.C.I.), “Amarcord di cronista” di Ranieri Ponis (2006).

CIRCOLO MOMIANESE

Il Circolo Momianese dell'Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio, venne fondato agli inizi degli anni '90 dai compianti Felice Gottardis ed Enea Marin, con lo scopo specifico di preservare, tutelare e ricordare le tradizioni, la storia e vicende della Momiano che fu.

Principale veicolo di questa attività strettamente culturale fu la pubblicazione del periodico Ricordando Momiano, uscito in totale per una quindicina di numeri.

Il Circolo Momianese, oltre a curare il periodico Ricordando Momiano (unico organo ufficiale dei momianesi sparsi nel mondo), a collaborare alla buona riuscita dell'annuale festeggiamento del patrono San Martino all'11 novembre ed oltre a promuovere conferenze ed attività storico-divulgative, negli anni si è adoperato attivamente per la tutela dei beni cimiteriali del camposanto di San Rocco (Momiano) e di tutte le frazioni e per il mantenimento, la conservazione e la tutela della parrocchiale di San Martino e della collegiata di San Mauro.

Il Circolo Momianese dell'Unione degli Istriani ha fatto suo il motto Per Ben Far che campeggiò per secoli sullo stemma gentilizio dei Conti Rota, ultimi signori del feudo di Momiano.

Libero Comune di Cherso in Esilio

La sofferta esistenza del Popolo di Cherso in esilio.

Cherso aderisce al C.L.N. dell'Istria.
Già nel 1945, per svolgere delle iniziative peculiari, agisce come C.L.N. delle isole di Cherso e Lussino con sede a Trieste presso il Partito Liberale Italiano.
L' Associazione F. Patrizio fondata a Cherso durante la prima metà dell'Ottocento, riprende la sua attività nel 1948 a Trieste ed ha la sede in Piazza Dalmazia sotto la presidenza del dott. S. Zuech.
La stragrande maggioranza dei Chersini risiede a Trieste dove continuano ad incontrarsi per celebrare tutte le ricorrenze.
Con la nascita dell' Unione degli Istriani, Cherso vi aderisce come Libero Comune di Cherso in Esilio.
Dopo alcuni anni vi aderisce separatamente anche un gruppo di Chioggia, come Famea Chersina.

Dopo anni di sonno rinasce a Padova nel 1976 come Comunità Chersina.
A seguito di una crisi, dal 1987 svolge la sua attività a Trieste come Associazione F. Patrizio della Comunità Chersina.
Viene registrata ufficialmente e svolge la sua attività nella sede di via Commerciale 57. Contemporaneamente viene registrato anche il quadrimestrale Comunità Chersina.
Dopo ripetute violente pressioni, nel 2001 il Consiglio direttivo in carica viene messo in minoranza.
Ora è rinato il Libero Comune di Cherso in Esilio che aderisce all'Unione degli Istriani dove ha la propria sede, mentre l’Associazione F. Patrizio della Comunità Chersina continua a vivere indipendentemente.